giovedì 3 marzo 2016

Viaggiare con i bambini: un fine settimana a Malta

Due settimane fa è stato il compleanno di Valerio: 4 anni insieme, 4 anni da mamma e babbo. Se siamo ancora vivi è un miracolo.

Per i suoi 4 anni Valerio ha chiesto tre piccoli regali:
- andare in aereo
- andare in barca
- andare in sottomarino

C'è chi chiede un aereo, magari di Lego, ma no a lui non bastava... voleva l'aereo vero!

La terza richiesta è stata posticipata a quando andremo a visitare il Museo della Scienza di Milano, ma per le prime due qualcosina si poteva già fare...

All'inizio pensavamo di andare a trovare la zia a Madrid, ipotesi ben presto scartata a causa del prezzo dei voli. Alla fine ha deciso per noi la Ryanair, con offerte super low cost per gennaio, un mese prima rispetto al compleanno. Con 110 euro abbiamo prenotato un volo andata e ritorno per Malta per 2 adulti, un bambino e un "neonato" (anche se Irene ha già 1 anno e mezzo).

Abbiamo trovato un clima gradevole, abbiamo visitato posti nuovi, ci siamo divertiti e... abbiamo speso abbastanza poco, meno di 400 euro tutto compreso. Una vacanza invernale che consigliamo a famiglie con bambini.

Cominciamo coi costi:
- 110 euro di volo
- 92 euro di albergo per tre notti a St Julian
- 45 euro di noleggio auto (compresa benzina)
- 15 euro di traghetto
- circa 80 euro di cene e circa 15 tra pranzi e stuzzichini
- ingressi ai musei/parchi/ferry

Aereo

Con la Ryanair è gratuito il trasporto di 2 attrezzature a bambino/neonato. In pratica il passeggino + seggiolino auto o lettino da viaggio. Noi abbiamo portato il seggiolino per Irene e il rialzino per Valerio.

I controlli di sicurezza coi bambini sono molto più flessibili. All'andata abbiamo fatto passare senza problemi succhi di frutta e una crema per le mani (spacciandola per crema per bimbi). Al ritorno addirittura una mela, altri due succhi di frutta, pane e uno sciroppo per la tosse.
Sul primo volo abbiamo chiesto se c'era la possibilità di avere il brevetto di primo volo (o "battesimo del volo") per i bambini. Lo steward sconsolato mi ha detto di no, ma ha accettato con gioia di consegnare due piccoli diplomini che avevo precedentemente stampato. Alla consegna la sorpresa: oltre ad averli fatti firmare da tutto l'equipaggio, ci ha regalato due kit viaggio comprensivi di pastelli a cera, adesivi, un libretto da colorare, un mini passaporto e poi una barca da montare nel kit "bambino" e due braccialetti nel kit "bambina".

Piano di viaggio

Sabato 30 gennaio
15:40 Partenza da Pisa (partenza da casa alle 12, dopo una tarda colazione/pranzo anticipato)
17:25 arrivo a Malta
18.00 ritiro auto
18.30 verso St Julian’s Bay: spesa al supermercato Park Towers Supermarket (Triq Gorg Borg Olivier) St Julian (o San Giljan) - aperto fino alle 19.30 - per acquistare la colazione e il pranzo per giorno successivo

Fin qui tutto bene. Non avevamo calcolato una cosa...


Chi se lo ricordava che a Malta guidano a sinistra? Per fortuna il Babbo non si è scoraggiato. Da casa ci eravamo portati dietro il navigatore gps. Abbiamo avuto un po' di difficoltà perché a Malta i toponimi sono sia in inglese che in maltese... ma il nostro navigatore ne trovava la metà...

Dopo la spesa ci siamo diretti all'albergo St Julian's Bay Hotel: un tre stelle senza infamia e senza lode. La doccia era difettosa e l'acqua usciva nel bagno. Bagno piccolino e lavandino ancora più piccolo. Televisione che prende 10 canali in croce di cui 8 si vedono male... Ma siamo abituati al campeggio e quindi già il letto ci è sembrata una comodità superflua... 

Alla sera siamo andati a cercare un ristorante in cui cenare. Il quartiere di St Julian è molto vivace e turistico. Pensavamo di andare in un ristorantino vegan friendly, ma poi non l'abbiamo trovato e quindi ci siamo accontentati di una pizzeria scelta a caso per disperazione quando i bambini non ne potevano più di camminare.

Domenica 31 gennaio
Partenza ore 9.30 in direzione di Melliha. Arrivo al Villaggio Popeye.


Il Villaggio di Popeye è il set cinematografico di un film uscito nel 1980 che aveva come protagonista un giovane e ancora semi sconosciuto Robin Williams. Prima del viaggio abbiamo provato a vederlo, ma con gli occhi di oggi è veramente tremendo. Comunque, il set è diventato ora un parco tematico, molto carino e accogliente per i bambini. 

I personaggi delle storie di Braccio di Ferro accolgono i visitatori, cercano di coinvolgere i bambini e mettono in scena delle scenette in cui Braccio di Ferro salva Olivia da Bruto e tutti vissero felici e contenti. Valerio non si è lasciato molto trasportare dalle animazioni, ma ha gradito decisamente di più uno spazio con dei giochi in legno (una specie di enorme "forza 4", un "tris" gigante, il gioco della pesca etc). Nel prezzo del biglietto è compreso un aperitivo alcolico per gli adulti, una cartolina, una fotografia di tutta la famiglia e un'ora nello spazio giochi (gonfiabili) vicino al ristorante.

Dopo pranzo e dopo l'ora nello spazio giochi siamo ripartiti in direzione Cirkewwa, dove abbiamo aspettato con l'auto il traghetto per Gozo.
Gozo è una delle tre isole maggiori dell'arcipelago maltese: avrebbe meritato una visita più approfondita, ma in quattro giorni non si può fare tutto. Avendo più tempo avrei voluto vedere la Dwejra Bay, Azure Windows e Blue Hole, ma sarà per la prossima volta.
Su Gozo abbiamo visto (da fuori) la grotta di Calypso, di cui abbiamo raccontato la storia ai bimbi. La grotta in realtà non è visitabile, però offre una bella vista sul mare e sulle colline alle spalle. Diciamo che il fascino di Calypso è più nei racconti che nella grotta in sé. Forse questa tappa avrebbe potuto essere evitata, ma comunque Valerio ha colto qualcosa: la sera ha raccontato ai nonni che ha visto la casa di un personaggio di una storia, che viveva davanti al mare. Meglio che niente...
Poi ci siamo fermati un'ora abbondante alla Ramla Bay, una spiaggia di sabbia rossa, con cui Valerio ha giocato mentre Irene dormiva in auto.
Al tramonto ci siamo diretti verso Marsalforn dove avremmo voluto cenare in un altro ristorante vegan friendly che però era chiuso. Abbiamo optato per un ristorante cinese con piatti tipici maltesi in cui abbiamo ordinato una pasta al pomodoro per i bimbi...

Lunedì 1 febbraio
Dopo una colazione al bar sotto l'albergo, siamo partiti per Wied Iz-Zurrieq, dove ci aspettava la Blue Grotto. In realtà, seguendo le indicazioni, siamo arrivati ad un molo da cui in altre stagioni partono le barche per la visita alla grotta. In inverno era deserto, a parte molti sub che vanno ad esplorare i magnifici fondali.
La grotta è invece visibile sulla strada, un po' prima del molo. Non l'avremmo mai trovata se il babbo non avesse notato che la fermata del bus si chiama "Panorama". E infatti, fermandoci proprio lì e scendendo per qualche metro, si può ammirare dall'alto una grotta davvero gigantesca. Valerio si è detto certo che si tratti di una tana di drago, forse proprio del suo amato Sdentato.

Un altro drago è stato individuato più avanti, sulle Dingli Cliffs, scogliere su cui ci siamo fermati per uno spuntino. Di fronte al parcheggio c'è una chiesetta che, secondo un cartello, è stata più volte distrutta e ricostruita. Anche per questa, Valerio non ha dubbi: è colpa di "Zannefurbe", il drago rosso amico dei vichinghi di Dragon Trainer (che in realtà si chiamerebbe "Zanne Curve", ma considerato che non è proprio un drago sveglio... anche il nome Zannefurbe gli calza a pennello!)

Vicino alle Dingli Cliffs si trova il sito archeologico Misrah Ghar il Kbir. Devo dire che senza navigatore non ci saremmo mai arrivati: il sito non è ben indicato e quando si arriva sembra di entrare in casa di qualcuno.
In questa zona si vedono dei solchi paralleli tracciati per terra, un mistero ancora insoluto. Perché sono stati tracciati? E come? C'è chi dice addirittura che possano essere stati gli ufo... La nostra versione a me sembra essere molto più plausibile: non c'è dubbio, si tratta inequivocabilmente di solchi tracciati da artigli di drago...

Dopo un pranzo a base di banane e frutta secca acquistati in un baracchino davanti alle Dingli Cliffs, ci siamo rimessi in moto, diretti verso Mdina.

Mdina è un borgo medievale racchiuso da alte mura. Abbiamo parcheggiato nel parcheggio che si trova all'ingresso, accanto ad un parco giochi in cui i bimbi si sono divertiti per un po'.
Secondo le descrizioni che avevamo letto prima di partire, le sue strette viuzze avrebbero dovuto essere costellate da botteghe artigiane, ristorantini e negozietti. In realtà, forse per il basso flusso di turisti in inverno, i negozi aperti si potevano contare sulle dita di una mano. Poco importa, Valerio è rimasto affascinato da un cannone e ha voluto sapere tutto sul funzionamento, facendo poi finta di sparare anche con l'aiuto di Irene. 

Girellando per la città abbiamo dato un'occhiata veloce alla cattedrale barocca e ci siamo fermati nella piazza dietro ai bastioni per scattare qualche foto.

Avremmo dovuto, secondo i piani, fermarci fino al tramonto, alle 17.30, per prendere un pezzo di torta al Fontanella Terrace Garden, da cui si ammira un bel panorama su tutta l'isola. Ma le nuvole nere in arrivo facevano presagire un acquazzone, allora abbiamo ammirato la vista dai bastioni e poi anticipato la merenda, in un altro locale. 

La pioggia è arrivata proprio mentre stavamo tornando verso l'auto, quindi siamo stati fortunati!
Tornando verso St Julian, con molto anticipo, ci siamo imbattuti nel museo dell'aeronautica. Mentre Irene schiacciava un pisolino in auto, Valerio e il Babbo sono andati a curiosare negli hangar dove un'associazione raccoglie e cerca di restaurare aerei da guerra e da turismo di ogni genere. La sezione che è piaciuta di più a Valerio ospita una cabina di pilotaggio su cui si può salire e pilotare - per finta - un aereo vero.


La sera abbiamo cenato in un ristorante accanto all'albergo, troppo sciccoso per i miei gusti, in cui siamo stati il meno possibile e da cui sono scappata con Irene appena ho finito di mangiare, lasciando al Babbo l'onere di pagare e salutare gli austeri camerieri.

Martedì 2 febbraio
Dopo aver preparato (la sera prima) le valigie, abbiamo lasciato l'albergo e ci siamo diretti con l'auto in direzione di Sliema. L'intenzione era di parcheggiare vicino al Sliema Ferry per La Valletta, in realtà non c'era parcheggio e quindi ci siamo diretti fino ad un parcheggio a pagamento tra Sliema e St Julian. Alle 10 eravamo al molo, pronti per salire sulla barca che ci ha condotti dall'altra parte della baia, a La Valletta.

E qui... mi sono accorta di aver commesso un grave errore. Pensando di risparmiare al Babbo il peso di Irene da portare in giro, e ipotizzando di camminare molto a La Valletta, avevo proposto di portare il passeggino. Appena sbarcati ci siamo resi conto che La Valletta è una cittadella tutte salite e discese, con scale ovunque, e quando non sono scale sono salite ripide faticosissime da percorrere spingendo un passeggino. Risultato: Irene è stata comunque addosso al Babbo tutto il tempo, mentre io, imprecando, mi trascinavo dietro quel catafalco, pensando che chi è causa del suo mal pianga se stesso...


Arrivati in cima, siamo andati a cercare i bus antichi, all'autostazione, ma non ne abbiamo visto nemmeno uno. In compenso abbiamo respirato la puzza di benzina e siamo scappati via. Dopo una tappa su un cannone, ci siamo diretti al parco della Saluting Battery. Ogni giorno, a mezzogiorno, viene fatto sparare a salve un cannone. Per visitare il museo è necessario pagare il biglietto, ma assistere allo sparo dei cannoni dalla balconata è gratuito, quindi ci siamo fatti spazio in prima fila. Valerio si è un po' spaventato per il rumore del cannone, ma in fondo gli è piaciuto vedere come funziona "per davvero" (anche se a salve) e non solo per finta. 

Abbiamo poi pranzato a "The Grassy Hopper", piccolo locale vegano/vegetariano nel centro de La Valletta, in cui abbiamo gustato tre panini sfiziosi e una fetta di torta per Valerio.
Dopo un caffè nella piazza principale de La Valletta (che era incluso nel biglietto del museo dell'aeronautica) siamo tornati a prendere il Ferry che ci ha riportati a Sliema e da lì in circa 20 minuti siamo arrivati in aeroporto.
Le ultime ore di Malta sono volate nella sala d'attesa dell'aeroporto, guardando dalle finestre l'aereo poi partito prima del nostro che veniva preparato e poi riempito di passeggeri. 

E' stata una bellissima vacanza, come unici rimpianti c'è il non aver visitato meglio La Valletta e non aver assaggiato il Kinnie, una bevanda non alcoolica di cui avevamo letto prima della partenza ma che non abbiamo poi trovato.
Valerio si è divertito e ora è diventato un appassionato di aerei, sembra che da grande voglia diventare pilota e non più guidatore di ruspe. Irene è stata tranquilla e si è goduta la vacanza.
Abbiamo concluso che davvero Malta in inverno è una meta ideale per una vacanza con bambini: non troppo affollata, temperature piacevoli, si visita bene anche in un fine settimana lungo.
E intanto, Valerio sta già pianificando il prossimo viaggio in aereo... 

1 commento:

  1. Sembra davvero un bel posticino dove farci una vacanza con i bimbi!

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